giovedì, 08 maggio 2008

Prismism

Lastra sottile di alluminio, spinata. Contrazioni nervose tra toni irreali. Coni bassi che infittiscono per circuiti concentrici. Piani irregolari rotati. Secco tonfo chiaro ripetuto, moltiplicato. Tempo fitto su pelli bussate, su battute aggirate. Asta elevata di tremore, clangore. Suoni alti, vibranti, vibrati. Distorsione. Percorsi legati, scale di Escher. Strumenti d'aria e d'elettronica. Tasti su ferro, tasti guidati, bottoni, ruote, pulsanti. Melodia di oggi. Mondo spezzato, chiuso, sordo, incastrato. Lotta cieca, forza grossa, ossessione. Voci storte, parole piegate, comprensione filtrata. Spinta crescente, decrescente, crescente. Vita temuta, nascosta, scomparsa. People won't be people when they hear this sound. Battles.


Scritto da matteb83 alle ore 23:10 || parole, ascolti || commenti
martedì, 22 aprile 2008

Come mi vuoi

Davide Toffolo indossa la maschera d’Allegro Ragazzo Morto d’ordinanza, come sempre quando si trova davanti all’obiettivo di una telecamera.
- Davide, tu sei anche un fumettista. Come concili il tuo lavoro con china e pennelli e la musica dei Tre Allegri Ragazzi Morti? Stai lavorando a qualche nuovo fumetto al momento?
L’intervistatore, impacciato vj di ben poche speranze, ha un sorriso standard stampato in faccia e l’aria di chi ha imparato a memoria le domande da fare non più di dieci minuti prima.
- I Tre Allegri Ragazzi Morti raccontano la propria identità attraverso fumetti, oltre che ovviamente con la musica. I fumetti sono un mezzo per rappresentare senza riempire ogni spazio. Gli spazi vuoti li lasciamo riempire a chi ci ascolta.

Doveva essere il ’99 o forse il 2000 e l’intervista era fatta nel backstage di una delle prime edizioni dell’Independent Days Festival, trasmessa da VideoMusic. La guardavo in differita il giorno dopo il festival. Ricordo che rimasi sorpreso dalle poche parole di Davide in risposta a una domanda del genere. Dopotutto era un fumettista. In quel periodo portava avanti una pubblicazione a puntate che si chiamava Fandango, con protagonisti cinque allegri ragazzi morti, e sapevo per certo che era al lavoro anche su un nuovo romanzo a fumetti. Non voleva, questa fu la mia conclusione di allora, mischiare il lavoro con il gruppo con la sua altra attività di disegnatore. Anche se le due cose erano palesemente intrecciate. Forse non voleva concentrare troppo su di sé l’attenzione, apparire il leader della band e togliere spazio agli altri due Ragazzi Morti; o forse non voleva che i fumetti sopravanzassero la musica per ruolo e per importanza. Ma per una storia come quella dei Tre Allegri Ragazzi Morti note e disegni erano destinate a farsi sempre più vicine, fino ad incontrarsi anche sul palco. Era soltanto necessario cercare come e quando.

I fumetti sono sempre strati lo specchio dei Tre Allegri Ragazzi Morti, li rappresentano. Nel corso degli anni hanno raccontano la loro evoluzione, il loro percorso, le loro scelte, le loro storie. Volti scavati e affilati sulla copertina del primo album, diretto e punk; facce rotonde e corpi allungati per il secondo, più dolce e sentimentale. Con “La testa indipendente”, terzo disco, completo e rock, la semplificazione delle immagini crea delle vere e proprie icone: le teste dei Ragazzi Morti come circonferenze che rotolano e si scambiano di posto su un unico, grande corpo con cappello a cilindro. L’apertura globale, soprattutto al Sudamerica del quarto album porta al ritorno dei colori accesi e a nuovi confini sempre incerti, percorso che, serrate le fila dei suoni e dei testi, prosegue anche nell’ultimo “La seconda rivoluzione sessuale”.


Tre Allegri Ragazzi Morti e disegno si sono ritrovati assieme al volto e alla vita di Pier Paolo Pasolini, dall’espulsione dal PCI, a Roma,  a “Uccellacci e uccellini”, fino alla morte, fino al ricordo, all’eredità. Luca come sempre alla batteria, Enrico registra e accumula loop di chitarra e di basso, e Davide abbandona voce e sei corde per sedersi al tavolo da disegno, con penna, inchiostro, colori, pennelli. Non sono fumetti, non sono semplici disegni: composizioni stratificate di parole, figure, colori. Una frase per iniziare, tracciata a lettere chiare attraverso il foglio, la chitarra ripete circoli leggeri di note. Poi tratti accennati di penna a sagomare l’immagine, presto rifinita con la punta di un pennello sottile, mentre la batteria entra sul giro melodico ormai formato. I tratti che segnano i bordi si fanno più robusti e marcati man mano che Davide procede con il disegno: il colore riempie gli spazi, la scritta iniziale viene velocemente cancellata dai colpi di pennello. Nuove parole sopra il disegno appena finito, la batteria si fa sentire, gli strati di basso e chitarra si accumulano sempre più numerosi. Ancora colore, diluito nell’acqua, passato sul foglio, oltre i contorni delle immagini, fino a cancellare ogni cosa, fino a restituire un quadro nero sotto cui si possono intuire gli strati passati, la storia raccontata e ormai sparita. La musica scende di volume e complessità, fino a scomparire e lasciare posto a una registrazione della voce di Pasolini durante un’intervista segnata dal vento. Davide prepara un nuovo foglio bianco.


Scritto da matteb83 alle ore 01:17 || parole, visioni, ascolti || commenti (1)
giovedì, 06 marzo 2008

Extracurricular #3



Arrivati alla terza puntata le cose iniziano a farsi più semplici. L'incertezza e i pensieri che accompagnavano i primi tentativi si vanno diradando e anche gli inconvenienti della simil-diretta paiono diminuire. Registrare diventa un'operazione più immediata e cresce contemporaneamente il livello di divertimento prodotto nal preparare e poi realizzare il podcast.
Questa volta si parla di gente che costruisce castelli di fango e automobili. In New Jersey. Su suggerimento di un angelo.
Si parla di murales e favelas.
Si parla come sempre di musica.
E c'è spazio anche per qualcos'altro.
Buon ascolto.

Scarica Extracurricular #3 (mp3 file - 26MB, 56 min) [Link 1] [Link 2]

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Le canzoni suonate in questa puntata:
Fanfarlo - You are one of the few outsiders who really understands us
The Flaming Lips - Nobody told me
Lightspeed Champion - Everyone I know is listening to Crunk
Brand New - Guernica
Flogging Molly - Requiem for a dying song
The Teenagers - Feeling better
Stephen Malkmus & The Jicks - Cold son
Los Campesinos! - Death to Los Campesinos!

Scritto da matteb83 alle ore 13:30 || parole, ascolti, podcast || commenti
mercoledì, 27 febbraio 2008

Sing again

C'è una chitarra che insiste testarda per un verso solo all'inizio di Geometry & C, veloce abbastanza da coprire ogni spazio. Rapida abbastanza da chiamare pioggia che scroscia compatta o il sole sicuro di un pomeriggio finalmente senza giacca.
Forme e persone si trovano gentili tra loro come suoni comuni si fondono senza bisogno di senso. Cris Walla canta e la chitarra continua ostinata la sua direzione solitaria. Oltre il numero di battute che era ragionevole aspettarsi.
In your heart fails your mind. E' solo a questo punto che si ferma. Sospesa nelle vibrazioni dell'ultimo colpo. Per una frazione di secondo sembra volersi ritirare. Ma è soltanto un istante, la rincorsa per raggiungere gli altri, lo spazio sufficiente per fare posto a suoni pieni e ancora parole.

Field Manual funziona in questo modo. Passa inosservato se non lo guardi da vicino.
Nelle sue dodici canzoni costruite attorno ai canonici tre minuti, nella sua copertina azzurra, rassicurante e delicata, sembra fare di tutto per non attirare l'attenzione, per non richiamare seccatori. L'opera priva di ambizioni del produttore indie; del secondo volto noto di quella band famosa che suonava in una serie tv. Un passatempo in attesa di tornare al lavoro su cose serie.
Perché Field Manual è davvero un disco piccolo: canzoni che non vogliono salire nessuna parete, che non si aprono oltre il loro centro di luce. Curate e precise, formate su equilibri a volte elementari a volte compositi; mai instabili.
Un'idea di musica limpida e definita, distinta nei suoi dettagli. Minuziosa. Solo guardandola da vicino la si può riconoscere, quasi fosse una lezione, chissà quanto involontaria, sulla voracità da download, sull'ascolto distratto, sulla ricerca ossessiva dell'impatto veloce e immediato. Della next big thing settimanale.

Il primo album solista di Chris Walla è un manuale minuto e rispettoso, un trattatello su come le parole pop e rock possono accostarsi oggigiorno al suffisso indie.
Ci sono le chitarre ruvide e gli accordi in fila di The Score subito dopo le armonizzazioni Beach Boys di Two Fifty; il sing along di Sing Again e gli arpeggi di St. Modesto; la ritmica spessa di Archer v. Light opposta alla chitarra acustica sporcata di elettronica in A Bird is a Song.
Costruzioni autonome che sanno brillare della propria luce per chi è attento a seguirne i bordi, a distinguere i contorni.

A metà dell'album c'è Everyone Needs a Home: batteria secca, chitarra acustica incalzante e un basso che saltella senza sosta attorno a caselle che sono sempre le stesse. Insieme dimessa e giocosa. Solare e autunnale. Segnata da parole capaci di rimanere.
All I need is a roof and a bed and a bright bright light / that I can turn off at night / and fall asleep with the love of my life.


Chirs Walla - Everyone Needs a Home (+)

Scritto da matteb83 alle ore 01:33 || ascolti || commenti
venerdì, 15 febbraio 2008

Extracurricular #2



La buona notizia (per me almeno, non so per voi) è che c'è una seconda puntata: nonostante le incertezze e difficoltà dell'episodio pilota, si è deciso di andare avanti senza troppi pensieri o grandi rivoluzioni. La cattiva notizia è che, a dispetto delle buone intenzioni, incertezze e difficoltà non sono affatto scomparse.
A voler essere ottimisti si potrebbe dire che ci sono ampi margini di miglioramento. E qui si spera davvero che con il tempo e un po' di pratica quei margini si possano colmare.
Per il momento, tra conti bancari, personaggi fittizi e cavi oceanici, si richiede un poco di pazienza.

Scarica Extracurricular #2 (mp3 file - 27MB, 59 min) [Link 1] [Link 2]

Ascolta Extracurricular #2:


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Le canzoni suonate in questa puntata:
The Rumble Strips - Motorcycle
Mobius Band - A hint of blood
St. Vincent - Marry me
Ex-Otago - Cooking ovation
Beach House - Gila
Joe Strummer & The Mescaleros - Coma girl
Chris Walla - Sing again
Settlefish - Summerdrip (Amari night members club rmx)

Scritto da matteb83 alle ore 11:43 || parole, ascolti, podcast || commenti