domenica, 04 maggio 2008

Our velocity

Poi appoggio il bicchiere al centro di una tavolino rotondo che staziona vicino l'ingresso, attraverso la porta ed esco fuori. La musica si allontana di colpo.
Sullo spiazzo davanti casa solo alcune sedie sparse: una serie di cinque o sei sistemate a semicerchio, un paio rovesciate poco più in là, oltre il limitare del porticato.
Non c'è nessuno. L'aria umida della campagna aperta è spinta da un filo di vento sottile ma intenso, e l'orizzonte oltre i campi non racconta di altre luci, strade o città.
Mi allontano dalla porta d'ingresso, mani in tasca e occhi alla ricerca della sagoma di un gatto che ho visto passare poco fa davanti alla finestra. Aveva il pelo grigio, con striature irregolari che sfumavano in un beige insolitamente scuro. Sembra scomparso.
Giro l'angolo, sul lato della casa che un tempo doveva ospitare il fienile, e mi accorgo che i rumori della festa sono svaniti quasi del tutto: solo pulsare di note basse ed echi di risate in lontanza.
Per arrivare fino a qui gli ultimi chilometri di strada passano attraverso una distesa di campi, sostenuta di tanto in tanto dalla comparsa di qualche casa isolata. Abbandonati i lampioni della statale, l'asfalto irregolare e stretto si accompagna a due fossi vagamente minacciosi aperti tra distese piatte di verde. Fiaccole piantate nel terreno segnalano quando è il momento di svoltare, prima a sinistra e poi a destra, fino al punto in cui l'asfalto lascia posto alla strada sterrata che sfuma nel prato dove le auto hanno preso parcheggio.



La festa ha ormai accolto gli invitati attesi. Il tavolo degli alcolici fornisce generoso rifornimenti ai bisognosi e anche le cibarie, variegate e abbondanti, non vengono trascurate. Nella sala delle danze una serie di ragazze saltellanti e temerarie ha deciso di occupare la pista, mente dietro il mixer fin troppe persone si occupano di decidere quale sarà la prossima canzone da suonare. Il risultato è un miscuglio incoerente di generi e stili che farebbe rabbrividire qualunque serioso esponente dell'arte della selezione musicale. Ma in questo preciso punto della serata ogni cosa scorre nella giusta direzione. Gli invitati si sono incontrati e mescolati, e anche i festeggiati sembrano aver finito di preoccuparsi che ogni cosa vada per il meglio.
Si celebrano traguardi e partenze questa sera, e il modo migliore per farlo è non fermarsi a pensare, lasciare che le canzoni scorrano, che le ore passino, fino a quando non sarà il momento di raccogliere piatti sporchi e bottiglie avanzate, salutare gli ultimi rimasti e imboccare la strata che riporta verso casa.
Il gatto probabilmente si è rifugiato in qualche luogo stretto, scuro e sicuro. O magari si è avventurato per una pista invisibile che attraversa i campi. Mi fermo davanti la fila di auto parcheggiate e sorrido mentre mi domando senza risposta perché sono arrivato fino qui. Forse è meglio riornare dentro. Se ho fortuna il bicchiere potrebbe essere ancora intatto dove l'ho abbandonato.

Scritto da matteb83 alle ore 23:17 || parole || commenti