sabato, 30 giugno 2007
Anything but the blatant proof
Quando mi hanno chiesto di collaborare per la rivista sono stato ben felice di accettare anche il compito di gestire una column. Soprattutto perché avrei potuto farci quello che volevo.
"Photobooth" è il nome del piccolo spazio che chiude ogni numero di Sonic. Duemilacinquecento battute e una storia grande quanto una fototessera.
Al momento di scrivere per il primo numero, poco più di un anno fa, non avevo ancora idea di come avrei continuato in seguito, quali storie raccontare, da quale punto di vista, di chi parlare, di cosa.
E ho deciso di non scegliere. Meglio, ho scelto di non far decidere.
"Photobooth" potrebbe essere pezzi in sequenza più o meno ordinata di un'unica vicenda, ma potrebbero essere anche scene autonome, singole, abitate ogni volta da un protagonista differente. Spetta a chi legge trovare la prospettiva che preferisce, guardare ogni nuovo numero attraverso tutte le angolazioni che riesce a trovare.
Certo, con il passare delle uscite (e Sonic #7 è in edicola ormai da una decina di giorni) l'equilibrio si complica e scrivere un nuovo episodio diverta sempre un poco più difficile. Ma fino a quando il divertimento di scrivere la column sarà superiore ai problemi creati, e fino a quando la clemenza della direzione permetterà, resto particolarmente orgoglioso nel vedere concesso ai piccoli quadri di "Photobooth" l'onore di chiudere ogni nuovo numero di Sonic Magazine.
"Photobooth" è il nome del piccolo spazio che chiude ogni numero di Sonic. Duemilacinquecento battute e una storia grande quanto una fototessera.

Al momento di scrivere per il primo numero, poco più di un anno fa, non avevo ancora idea di come avrei continuato in seguito, quali storie raccontare, da quale punto di vista, di chi parlare, di cosa.
E ho deciso di non scegliere. Meglio, ho scelto di non far decidere.
"Photobooth" potrebbe essere pezzi in sequenza più o meno ordinata di un'unica vicenda, ma potrebbero essere anche scene autonome, singole, abitate ogni volta da un protagonista differente. Spetta a chi legge trovare la prospettiva che preferisce, guardare ogni nuovo numero attraverso tutte le angolazioni che riesce a trovare.
Certo, con il passare delle uscite (e Sonic #7 è in edicola ormai da una decina di giorni) l'equilibrio si complica e scrivere un nuovo episodio diverta sempre un poco più difficile. Ma fino a quando il divertimento di scrivere la column sarà superiore ai problemi creati, e fino a quando la clemenza della direzione permetterà, resto particolarmente orgoglioso nel vedere concesso ai piccoli quadri di "Photobooth" l'onore di chiudere ogni nuovo numero di Sonic Magazine.
Scritto da matteb83 alle ore 19:14 || || commenti









