sabato, 26 maggio 2007
This is not that place (Part 4)
Hai impiegato parecchio tempo a leggere questo libro. Quattrocentosettantacinque pagine fitte e dense quanto la vita che raccontano. Scorri le righe accompagnato dalla volonta di non perdere nulla per strada, ti fermi spesso a soppesare le frasi, a scorrere nuovamente determinati paragrafi.
A differenza dei suoi lavori precedenti, qui Dave Eggers scompare completamente. Abbandona ogni autoreferenzialità, ogni supponenza letteraria, ogni sfoggio di creatività e di mestiere. Lascia tutto nelle mani del protagonista, lascia che sia lo sguardo di Valentino Achak Deng la guida unica del racconto. Ogni cosa viene raccontata esattamente per come viene vissuta. Della guerra civile, che tutto muove e decide, si raccolgono solo alcune notizie frammentarie, speranze, rabbia e incomprensioni. Chi combatte, contro chi, perché, dove, chi vince, chi perde, quali sono gli interessi in gioco: nulla di tutto ciò ha particolare importanza quando la guerra ti ritrovi a subirla.

Leggendo "What is the What", la consapevolezza più concreta e dolorosa che si fa strada capitolo dopo capitolo è che, nonostante tutto, sai ben poco di quello che succede nel mondo. E che, nonstante tutto, anche un mondo tanto lontano resta sempre il tuo mondo. Da cui non puoi fuggire. E voltare le spalle non serve a nulla.
I will tell stories to people who will listen and to people who don't want to listen, to people who seek me out and to those who run. All the while I will know that you are there. How can I pretend that you do not exist? It would be almost as impossible as you pretending that I do not exist.
A differenza dei suoi lavori precedenti, qui Dave Eggers scompare completamente. Abbandona ogni autoreferenzialità, ogni supponenza letteraria, ogni sfoggio di creatività e di mestiere. Lascia tutto nelle mani del protagonista, lascia che sia lo sguardo di Valentino Achak Deng la guida unica del racconto. Ogni cosa viene raccontata esattamente per come viene vissuta. Della guerra civile, che tutto muove e decide, si raccolgono solo alcune notizie frammentarie, speranze, rabbia e incomprensioni. Chi combatte, contro chi, perché, dove, chi vince, chi perde, quali sono gli interessi in gioco: nulla di tutto ciò ha particolare importanza quando la guerra ti ritrovi a subirla.

Leggendo "What is the What", la consapevolezza più concreta e dolorosa che si fa strada capitolo dopo capitolo è che, nonostante tutto, sai ben poco di quello che succede nel mondo. E che, nonstante tutto, anche un mondo tanto lontano resta sempre il tuo mondo. Da cui non puoi fuggire. E voltare le spalle non serve a nulla.
I will tell stories to people who will listen and to people who don't want to listen, to people who seek me out and to those who run. All the while I will know that you are there. How can I pretend that you do not exist? It would be almost as impossible as you pretending that I do not exist.
Scritto da matteb83 alle ore 18:54 || || commenti (1)

















