lunedì, 30 aprile 2007

City

Ci sono giornate in cui la striscia di Prickly City non solo ti racconta come gira il mondo, ma ti dice esattamente quello che hai bisogno di sentire. I pensieri che hai bisogno di pensare.

I saltelli infantili e i dialogi adulti del coyote Winslow e della piccola Carmen nella desertica città pungente sono una droga quotidiana di cui è ormai impossibile fare a meno.
Qui la giusta e generosa dose giornaliera, gentilmente fornita da Scott Stantis.

Scritto da matteb83 alle ore 16:45 || || commenti
martedì, 24 aprile 2007

Human behaviour

Non è facile trovare interviste tanto intense, profonde e sentite come quella che Bjork ha rilasciato a Brandon Stosuy per Pitchfork. E tra le tante cose interessanti e intelligenti dette sul nuovo album, sulle collaborazioni, sulla musica, c'è anche spazio per una riflessione che non poteva non colpirmi.

So maybe being exhausted with the self-importance of religion, and thinking, "Okay wait a minute, maybe we are one tribe, and we're actually part of nature, and trying to suggest some kind of patent for that." But it's 2007, it's not some hippie shit-- go back to your roots-- it's all march forward. So I was reading a lot of books the past couple of years, especially about things that interest me a lot like neuroscience, about the two hemispheres and that we actually are animal species, and how Christianity forced us to ignore nature and the body. Sort of an updated version, because there's a lot of interesting books being written by my generation of scientists that look at things slightly differently from how I was taught about it. So, lyrically, I was maybe attempting to go back to that sort of pagan earth thing.

Non ho ancora avuto occasione di ascoltare il nuovo album, Volta, ma lette le parole di quest'intervista e vista l'esecuzione dal vivo al Saturday Night Live di Earth Intruders, i pochi dubbi della vigilia svaniscono veloci per fare posto all'attesa.

Scritto da matteb83 alle ore 14:56 || || commenti
lunedì, 23 aprile 2007

False Advertising

Conor Oberst alla fine non è così antipatico e spocchioso come si dice in giro. O almeno non lo è stato con me e le mie domande nervose ed incerte. Non incredibilmente loquace nelle risposte, ma curioso, divertito e interessato abbastanza da permettermi di appuntare materiale sufficiente per l'articolo. Cover story, nientemeno.

Il faccione del Sig. Bright Eyes in versione cappellone-imbronciato ingombra la copertina del sesto numero di Sonic, da qualche giorno in edicola.
Ci si avvia a tagliare il traguardo del primo anno di pubblicazioni di questa piccola rivista. E ci saranno tempi, modi e luoghi appropriati per festeggiare degnamente l'evento e redigere con dovizia di particolari tutti i bilanci, i ricordi e i buoni propositi del caso.
Per adesso, ci si accontenti di sfogliare la nuova uscita.
E il bellissimo "Cassadaga", permettetemi il consiglio, potrebbe essere il sottofondo ideale per la lettura.

Scritto da matteb83 alle ore 15:27 || || commenti
venerdì, 20 aprile 2007

Transitions from persona to object

"Are we sorry that 32 people, most of them no older than 22, were killed? Of course. But we aren't so sorry that we intend to do anything to prevent such a tragedy from happening again".
Dei fiumi di inchiostro versati e delle montagne di pixel anneriti in questi giorni su ciò che è accaduto in Virginia, le parole lucide, ciniche e disilluse di Timothy Noah per Slate sono quelle che ho trovato più sincere.

Perché tanto si può (si deve?) scrivere, indagare, chiedere, interrogare, esplorare, supporre. Si possono redigere trattati, innescare polemiche e pubblicare libri. Oppure si può raccontare una storia, prendere un punto di vista e descrivere una vicenda.
Una fra tante.
Troppe.
Tutte troppo uguali.

Scritto da matteb83 alle ore 14:51 || || commenti (1)
giovedì, 19 aprile 2007

Stereo

Ogni mattina, alle otto in punto lo stereo si accende e inizia a suonare il CD inserito nel piatto. La sveglia è scattata già da nove o dieci minuti e le note che escono stereofoniche dalle casse sono un secondo avvertimento, il più delle volte quello definitivo, quello che riesce a convincerti ad abbandonare le coperte e provare ad aprire la giornata.
E ascoltare musica di prima mattina, come prima cosa appena svegli, cambia non poco la prospettiva canonica. I suoni arrivano inaspettati e inattesi, manca la preparazione mentale, la lucidità di quello che sta accadendo. Allora, serve un certo equilibrio nella scelta del disco responsabile. Niente di particolarmente rumoroso o con troppi bassi: il rischio concreto è quello di iniziare la giornata con un fastidioso e imperdonabile mal di testa. Qualcosa di lento e strumentale, magari. Ma anche del buon pop tranquillo può funzionare bene. C'è parecchio spazio per sperimentare nelle scelte. E a volte qualche decisione azzardata più anche premiare e rivelarsi particolarmente azzeccata.
E' una settimana ormai che le note con cui ti alzi dal letto sono quelle di Teen Age Riot dei Sonic Youth. Ti eri quasi dimenticato di quanto fosse perfetto l'intro di chitarra in quella canzone, di quanto, in effetti, fosse perfetta quella canzone, quel disco. Ottime note con cui accompagnare l'inizio dei lavori diurni.

Scritto da matteb83 alle ore 23:57 || || commenti (2)