I presenti li conosci tutti e la riunione è assolutamente informale, eppure non sei per niente a tuo agio.
Non lo eri mentre stampavi e preparavi i fogli da mettere in borsa e non lo eri mentre fendevi l'aria bollente delle tre di pomeriggio a bordo della tua quattro ruote, immerso nel piccolo mondo artificiale dell'abitacolo fatto di aria condizionata e autoradio.

E' un disagio singolare quello che senti, un disagio che intreccia l'incertezza sul ruolo che sei chiamato a ricoprire e il timore, fondato, di non essere all'altezza del progetto che dovrete discutere e, quindi, del compito che ti verrà assegnato.
Per tutta la durata dell'incontro ti limiti ad annuire quando sei o pensi di essere ossevato e annuisci più intensamente le due o tre volte che ti viene rivolta la parola. Cerchi di impostare uno sguardo vagamente sicuro e provi a mostrare l'atteggiamento di chi in situazioni come quelle ci si ritrova due o tre volte al giorno, festivi compresi.
Così, ti adagi e ondeggi sulla sedia imbottita con fare rilassato, ostentando autocontrollo, tracci cerchi attorno a parole a caso (meglio se quelle in grassetto), fingendo di leggere i fogli che sono stati distribuiti a tutti all'inizio dell'incontro e ogni tanto segni una frase senza senso nel tuo blocco per gli appunti, oppure, con clase da giocoliere navigato, fai roteare la penna attorno alle dita della mano destra.
Ma non sei credibile. Per niente. Quando ti muovi la sedia cigola e alla seconda volta che, con classe da giocoliere incapace, fai cadere la penna a terra, provocando nella sala cinque eterni secondi di silenzio e facce colpevolizzanti, decidi di prendere atto del fallimento e abbandonare la messa in scena.
E' che questa idea di gente che chiede aiuto a te, che ti offre una ricerca da portare avanti e un testo da scrivere entro fine anno e (questa la cosa più assurda) ha anche intenzione di pagarti, questa è un'idea che fai davvero fatica a digerire. Il fatto è che non riesci ad entrare nello spirito, ecco il punto, lavorativo.
Insomma, sono vent'anni che fai la parte dello studente e non hai mai avuto (fortunatamente?) la necessità/capacità di prendere le cose troppo sul serio. A fare la persona matura e posata e consapevole del proprio ruolo e responsabile e bla e bla ci hai provato. Non ha funzionato. (Ok, ci hai provato per venti minuti, ma visto il risultato disastroso sembra palese che la parte non ti si adatta.)
Meglio così, in fondo. Molto meglio così. L'importante è che quelli che fanno le persone serie continuino ad assecondarti e a non creare troppi problemi. Le basi per una convivenza pacifica e civile tra te e loro ci sono tutte. Che nessuno rompa la tregua.
Scritto da matteb83 alle ore 13:37 || ||
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