With a wonder and a wild desire
Per mesi sono state parole tue, una questione tra te e pochi altri. Poi d'un tratto sono di tutti, arriva un pubblico. Non importa quanto grande o di che tipo, il fatto è che quelle cose che custodivi in una cartellina nell'hard disk del tuo PC, ora sono finite sopra a delle pagine di carta.

Ci hai dedicato qualche ora per parecchi giorni di parecchi mesi. Hai fatto le tue ricerche, sei andato nelle biblioteche a scovare vecchi volumi polverosi, hai letto, hai sfogliato, hai fotocopiato, hai portato a casa. Poi hai riletto, hai sottolineato, hai pensato a cosa scrivere e a come scriverlo. E hai buttato giù qualche cartella, le hai rilette e corrette fino a raggiungere quella che hai decretato essere la stesura finale.
Per un paio di torride giornate di giugno hai macinato chilometri per le strade della provincia bolognese facendo foto a case, palazzi, antichi borghi più o meno medioevali, paesaggi. Hai percorso larghe strade che tagliano l'immensa pianura della bassa, hai arrampicato strette e incredibilmente tortuose sterrate, maledicendo l'incompetenza della cartina adagiata sul sedile del passeggiero. Hai attraversato campi di grano sotto il sole delle tre di pomeriggio, cercando di raggiungere un vecchio e abbandonato santuario incuneato alla confluenza di due minuscoli e ripidissimi ruscelli.
Hai posizionato le immagini, scritto le didascalie, rivisto il testo, tagliato, cucito, incollato. Infine, hai corretto le bozze.
E l'altro giorno il volume è arrivato a casa, enorme, copertina cartonata, sovracopertina blu con una foto aerea niente male subito sotto al titolo. L'hai sfogliato velocemente hai guardato le immagini, la resa dei colori. Hai cercato nell'indice le poche pagine di cui sei autore. Sapevi che sarebbero state esattamente così, avevi visto le bozze, aspettavi solo la conferma della pubblicazione definitiva e dopotutto si tratta solo di qualche pagina, niente di che. Ma l'emozione di vedere il proprio lavoro stampato su quella carta lucida e bianca è stata comunque tanta. Ti sei ritrovato a sfoggiare il sorriso lucente di un bambino a cui è stato fatto un regalo che desiderava tanto, che credeva davvero di meritare.




Dalle tastiere escono note eteree e allo stesso tempo incredibilmente piene. Una batteria mai sentita così dolce, mantiene grazia e preciso distacco anche nei momenti più carichi e concitati.
