Zoo, no vacancy
Mi sveglio, apro gli occhi e guardo fuori dalla finestra. Un riflesso automatico. E', credo, un modo per avere conferme immediate, per stabilire punti fermi. La finestra è sempre nello stesso posto, sono nel mio letto, nella mia camera. E' già qualcosa.Fuori il mondo è in bianco e nero. Il cielo è ricoperto di un'indistinto tappeto di nuvole grigie e una leggera nebbia aleggia nell'aria rendendo ogni cosa sfuocata e indistinta. O forse sono i miei occhi che devono ancora abituarsi alla luce.
Testa pesante. Orologio. Sono le otto e un quarto. Ho dormito poco meno di sei ore. Non male. Resto a letto ancora un po'.
Cerco di capire che giorno è oggi. Dovrebbe essere giovedì. Ricordi annebbiati. Ieri sera concerto. I Melt-Banana all'Estragon.Un chitarrista con una maschera da cane. O forse da coniglio. Più probabilie che fosse un cane. Un cane azzurro e bianco. Ma non erano i Melt-Banana, era il gruppo di supporto. With Love si chiamavano. Bravi. Noise/hardcore. Più noise che hardcore a dir la verità. Non ascolterei mai un loro album in casa, ma dal vivo li rivedrei volentieri.
Anche il chitarrista dei Melt-Banana aveva una maschera, ma diversa, un altro stile. Cuffia, fascia a coprire gli occhi e mascherina da chirurgo. Il chitarrista si chiama Agata. Ai suoi piedi, decine di pedali, effetti assurdi, stranissimi, e anche un iPod, per i campionamenti. Riusciva a tirare fuori dei suoni incredibili da quella chitarra. Suonava forse più coi piedi che con le mani.
Un esperienza sonora unica, i Melt-Banana. Batteria a mille, basso in primo piano a reggere la struttura melodica, Agata con i suoi effetti schizofrenici. E Yasuko con la sua vocina da cartone animato. Parla anche un po' di italiano, Yasuko. E' simpatica. Aveva addosso questo strano impermeabile bianco. Era un impermeabile? Forse era solo una felpa in stoffa sintetica.Solo un gruppo giapponese poteva tirare fuori musica così assurda e affascinante.
Quanto è durato il concerto? Poco meno di un'ora, forse. Il tempo è volato. Una canzone dopo l'altra, tutte velocissime.
Sono rimasto tutto il tempo appoggiato alla transenna, a un metro dal palco, a guardarli suonare incantato.Già, è stata una buona idea quella di guadagnare un posto in prima fila. Ho fatto una marea di foto. Alla fine del concerto la macchina digitale era quasi scarica. Devo averne fatte davvero parecchie di foto, un centinaio forse. Oggi pomeriggio le metto a posto. Magari qualcuna è anche venuta bene.
E poi, prima di tornare a casa, ho comprato quello strano split Fantômas/Melt-Banana. Una canzone a testa. Un cd 3'' quadrato con doppia copertina in cartone. Davvero un bell'oggettino. Spero solo che lo stereo riesca a leggerlo.
Orologio. Sono quasi le otto e mezza. Arriverò in ritardo al lavoro. Poco male. Spero solo che questo sonno mi passi prima o poi, durante la giornata.
Ho bisogno di un caffè.



Sbuffi, ti muovi, ti guardi intorno, cerchi una via di fuga, un modo per allontanarti, ma sono tutti accalcati nelle prime file e l'unica alternativa è arretrare e perdere il posto a due passi dal palco faticosamente conquistato. Neanche morto. Resti lì, sbuffi e porti più volte gli occhi al soffitto, in mancaza del cielo.
"Il mio gruppo preferito in assoluto sono gli Oasis."


