Easy/Lucky/Free
E questa band come sarà? Una line up essenziale, chitarra, basso e batteria? Tastiera? Ci saranno parti campionate o sarà tutto suonato dal vivo? Con alcuni nomi è abbastanza facile farsi un'idea di quanti e quali strumenti si troveranno sul palco, con Bright Eyes no. Per qual che ne sapevo, non mi sarei stupito nel trovare sul palco di Piazza Castello, a Ferrara (gratis!), Conor Oberst da solo con una chitarra e magari un sequencer e una tastiera. Ma il minimalismo non è stata decisamente la scelta di Bright Eyes per la serata.Basso, due batterie, due tastiere, due o tre chitarre, violino, violoncello, una tromba che spunta fuori ogni tanto e un numero imprecisato diavolerie elettroniche assortite. In tutto, nove-dieci persone sul palco. Ecco, un tale dispiegamento di forze proprio non me l'aspettavo.
In più, sul fondo del palco campeggiano due teloni per la proiezione di animazioni e visuals.
Sono sempre più perplesso.

Da bravo ascoltatore di musica pènk sono solito bollare queste cose come "inutili americanate che servono a distrarre dalla pochezza della musica proposta". Certo, non è sempre così e la musica di Bright Eyes non è in alcun modo associabile con il termine "pochezza", ma la mia reazione istintiva davanti a strutture così imponenti è quasi sempre negativa.
E invece ci ho messo davvero poco a ricredermi, il tempo di una o due canzoni. Le animazioni proiettate erano piacevoli, azzeccate e spesso divertenti, mai fuori luogo. Ma soprattutto i musicisti sul palco erano perfetti e le canzoni erano dense e intense, probabilmente più che su disco. Anzi, forse anche troppo dense e intense per finire su disco in quella veste.
Gli arrangiamenti erano adattati in modo preciso per il momento del live e ascoltare due volte di seguito una canzone riproposta in quella veste credo che risulterebbe davvero difficile, proprio per la troppa densità dei suoni. E' davvero difficile descrivere la sensazione di pienezza del suono che usciva da tutti quegli strumenti suonati sul palco. Conor Oberst, poi, non si è certo risparmiato, alternndosi tra chitarra e tastiera, con un cantato sempre perfetto e intenso quanto gli arrangiamenti, anche qui più forte che su disco.Non so, sarà che mi aspettavo qualcosa di molto diverso, ma questo concerto mi ha lasciato davvero esterefatto, incantato e sazio di suoni ed emozioni. Come quando una notizia inaspettata è talmente piacevole che non sai cosa dire, perché in fondo non c'è più niente da dire e tutto il resto diventa improvvisamente irrilevante e potresti restartene per tutta la vita con quel sorriso ebete stampato in faccia e.
Ho passato la giornata a riascoltare "I'm wide awake, it's morning" e "Digital ash in a digital urn" e ancora non riesco a smettere.






Oppure potrei fare un resoconto del viaggio fatto domenica scorsa attraverso mezza provincia bolognese, fotografando paesini e chiesette sperdute in mezzo ai campi di grano. Potrei raccontare di serate chiacchere-birra-chitarra. Potrei inveire su come ieri sera, a causa dell'esame di cui sopra, mi sia perso il concerto di Beck a Ferrara, che ovviamente, stando a
Certo, è domenica mattina ed è da poco passato mezzogiorno e c'è tempo fino a domani pomeriggio, ma l'impatto non è per niente incoraggiante. Sicuramente non mi aspettavo code chilometriche all'ingresso dei seggi, nè risse per stabilire chi avesse diritto a votare per primo, ma qualche persona in più speravo di vederla.