domenica, 30 gennaio 2005
The artist in the ambulance
Abituato a passeggiare, tranquillo, per piccole mostre in ambienti più o meno ristretti, i grandi saloni di Arte Fiera mi lasciano, sul momento, decisamente spiazzato.
Ma è una sensazione che passa velocemente, non appena si inizia ad entrare, attraversare ed esplorare le centinaia di stand che ospitano le varie gallerie d'arte provenienti un po' da tutto il mondo, soprattutto da posti molto fighi e cool tipo New York o Berlino.
Le specie umane che affollano i quattro padiglioni in cui si svolge la manifestazione sono tra le più varie e, come sempre, mi diverto un mondo ad osservare tutta questa gente che passeggia, chiacchera, osserva, si interroga, sorride o fa finta di capirci qualcosa. Ci sono, ovviamente, gli artisti, che fanno a gara (competizione tiratissima) per chi riesce a vestirsi nel modo più eccentrico; ci sono, altrettanto ovviamente, i galleristi, sempre compìti e composti, ma senza esagerare, ché sono scopritori di nuovi talenti, loro, ché loro sanno dialogare coi giovani, loro. Poi c'è il pubblico, composto per lo più da curiosi di tutte le età e per una parte minore, ma che salta subito all'occhio, dalla fluorescente categoria dei critici-esperti-compratori.
Vestiti di tutto punto, avanzano con quella spocchia altezzosa che permette di distinguerli da chilometri, pronunciando frasi inutili come "La scomposizione del soggetto secondo canoni estetici avulsi...", oppure "Una sorta di metafisica dell'immagine che aggiorna la lezione di De Chirico..." e sono capaci di fermarsi delle mezz'ore davanti a un quadro di Fontana.
La spazzatura, tra tutta la roba esposta, raggiunge, in effetti con molta facilità, le decine di tonnellate, ma non mancancano, a ben guardare, molte cose davvero interessanti, o anche semplicemente divertenti e intelligenti, che mi fanno riacquistare un poco (non tantissima, ma meglio che niente) di fiducia nell'arte contemporanea.
E non mancano certo i grandi autori, con decine di Picasso, Warhol, De Chirico, Basquiat, Fontana, Morandi e alcune opere, bellissime, di Keith Haring. Certo, quando scopro che uno schizzo a penna di Wesselmann costa quanto il mio reddito annuo, rinuncio anche a chiedere quanto poteva venire quel piccolo Andy Warhol, 12x12 cm, con disegnati sopra dei simpatici fiorellini. E dire che avevo anche già pensato dove appenderlo.
Ma è una sensazione che passa velocemente, non appena si inizia ad entrare, attraversare ed esplorare le centinaia di stand che ospitano le varie gallerie d'arte provenienti un po' da tutto il mondo, soprattutto da posti molto fighi e cool tipo New York o Berlino.
Le specie umane che affollano i quattro padiglioni in cui si svolge la manifestazione sono tra le più varie e, come sempre, mi diverto un mondo ad osservare tutta questa gente che passeggia, chiacchera, osserva, si interroga, sorride o fa finta di capirci qualcosa. Ci sono, ovviamente, gli artisti, che fanno a gara (competizione tiratissima) per chi riesce a vestirsi nel modo più eccentrico; ci sono, altrettanto ovviamente, i galleristi, sempre compìti e composti, ma senza esagerare, ché sono scopritori di nuovi talenti, loro, ché loro sanno dialogare coi giovani, loro. Poi c'è il pubblico, composto per lo più da curiosi di tutte le età e per una parte minore, ma che salta subito all'occhio, dalla fluorescente categoria dei critici-esperti-compratori.
Vestiti di tutto punto, avanzano con quella spocchia altezzosa che permette di distinguerli da chilometri, pronunciando frasi inutili come "La scomposizione del soggetto secondo canoni estetici avulsi...", oppure "Una sorta di metafisica dell'immagine che aggiorna la lezione di De Chirico..." e sono capaci di fermarsi delle mezz'ore davanti a un quadro di Fontana.La spazzatura, tra tutta la roba esposta, raggiunge, in effetti con molta facilità, le decine di tonnellate, ma non mancancano, a ben guardare, molte cose davvero interessanti, o anche semplicemente divertenti e intelligenti, che mi fanno riacquistare un poco (non tantissima, ma meglio che niente) di fiducia nell'arte contemporanea.
E non mancano certo i grandi autori, con decine di Picasso, Warhol, De Chirico, Basquiat, Fontana, Morandi e alcune opere, bellissime, di Keith Haring. Certo, quando scopro che uno schizzo a penna di Wesselmann costa quanto il mio reddito annuo, rinuncio anche a chiedere quanto poteva venire quel piccolo Andy Warhol, 12x12 cm, con disegnati sopra dei simpatici fiorellini. E dire che avevo anche già pensato dove appenderlo.
Scritto da matteb83 alle ore 23:38 || || commenti (6)


In fondo alla sala, un'affascinante cantante (di cui G. si innamora immediatamente) e un chitarrista vestito da nerd, suonano jazz come se ci fossero nati in quella piccola osteria di provincia.

"Già vedo miriadi di spillette colorate invadere le strade. Giacche di velluto a coste a fianco di creste arancioni di venti centimetri. Mettallari e twee poppers che marciano assieme..."